MOTORI: La richiesta di Schumi “Il n. 3 per vincere”

Formula uno

Per il suo rientro con la Mercedes Gp ha rifiutato di guidare la vettura numero 4. “Brawn sa bene che preferisco quelli dispari”, spiega il 7 volte iridato, in passato campione con il n.1, il 3 e il 5 sulla monoposto. E Rosberg non può che rassegnarsi

122019109-66f2da94-e0b6-460f-8344-9bb97cf40b95.jpgBERLINO – Essere scaramantico fa parte del bagaglio di molti, se non tutti, grandi campioni. Se per i calciatori sono i numeri di maglia a fare la differenza, per i piloti di Formula 1 non possono che essere quelli che campeggiano sulle monoposto. Non fa eccezione Michael Schumacher, che per il suo ritorno alle gare al volante della Mercedes GP, dopo tre anni di assenza, ha infatti chiesto di poter pilotare la vettura numero ‘3’ e non la ‘4’ come invece era stato previsto. “Ross Brawn sa bene che preferisco i numeri dispari”, ha spiegato al quotidiano tedesco Bild il sette volte campione del mondo, deciso a dare l’assalto all’ottavo titolo iridato della carriera. Già, perché l’importante è vincere, non partecipare, sembra essere la parola d’ordine del 41enne di Kerpen, al rientro nel circus a quattro ruote.

NUMERO DISPARI UGUALE TITOLO
– Il numero 3, in realtà, pareva destinato all’altro pilota della Mercedes GP, Nico Rosberg, ingaggiato per primo dalla scuderia tedesca. Il giovane figlio d’arte, però, dovrà accontentarsi del numero 4, che statistiche alla mano non ha mai portato un driver al titolo in Formula 1. Sperando che questo fatto non crei da subito qualche frizione all’interno della squadra… Del resto Schumi ha conquistato tutti i suoi 7 titoli mondiali con monoposto dai numero dispari e non ha intenzione di modificare la ‘tabellinà vincente: 5 volte con l’1, una volta con il 3 e un’altra con il 5.  E a un campione del suo calibro non si poteva proprio dire di no.

SCHUMI: COME SE NON AVESSI MAI SMESSO –
Dopo aver sistemato le questioni scaramantiche, l’ex bandiera della Ferrari fa il punto della situazione dal proprio sito ufficiale. “Mi sento come se non avessi mai smesso di correre  –  dice Schumacher -. Abbiamo un obiettivo chiaro: vogliamo vincere i titoli mondiali. E lotteremo per questo sin dall’inizio. Questo è anche il mio standard”. La scorsa settimana Schumi ha verificato le condizioni fisiche in un test speciale effettuato a Jerez, in Spagna, al volante di una GP2. “Il collaudo è stato super, non trovo altre parole  –  il commento del pilota -. Siamo stati un po’ penalizzati dal meteo nelle prime due giornate. Nella terza, però, abbiamo potuto lavorare molto e abbiamo anche potuto simulare un Gp con gomme da asciutto. E’ andata meglio di quanto potessi aspettarmi, mi sono sentito subito a mio agio al volante, come se non avessi mai smesso”. Nel 2009 il tedesco ha dovuto accantonare il progetto di tornare a guidare la Ferrari. Il sette volte campione del mondo avrebbe voluto sostituire il convalescente Felipe Massa, ma ha dovuto fare i conti con problemi al collo, eredità di un incidente in moto avvenuto a febbraio, durante i test effettuati sul tracciato spagnolo di Cartagena con un team del campionato Superbike tedesco. “Le conseguenze di quell’incidente ormai fanno parte del passato. Ero sicuro che il collo non mi avrebbe più dato problemi. Si tratta di cose successe un anno fa, non se ne parla più. Da dicembre mi alleno  – piega Michael – e mi preparo fisicamente in maniera molto meticolosa, mi sento in forma e pieno di energie. Anche per questo motivo, a Jerez, mi sono sentito benissimo nell’abitacolo”.

TEAM E UOMINI, POTENZIALE AL TOP – Inutile sottolineare che un test al volante di una GP2 è completamente diverso rispetto ad una gara ‘vera’. “La Formula 1 è un’altra cosa. Le accelerazioni sono più violente, la forza-g è maggiore. Non si possono assolutamente fare paragoni – dice il fuoriclasse -. Ecco perché aspetto con ansia i test di febbraio: solo a quel punto potrò provare davvero le vecchie sensazioni”.
Con la Mercedes Schumi ha impostato un programma triennale. Molti, se non tutti, si sarebbero aspettati un impegno limitato al 2010. “Vogliamo raggiungere qualcosa insieme. Qui c’è una struttura unica”, dice esaltando il progetto del team che sarà guidato da Ross Brawn, il ‘cervellò che ha sempre accompagnato il driver di Kerpen nelle trionfali avventure con Benetton e Ferrari. Nella seconda fase della sua carriera il tedesco può contare su “Ross e il suo team campione del mondo, sul know-how della Mercedes e sul miglior motore in circolazione al momento. E vogliamo sfruttarlo”. Chi ha a disposizione tutto questo, non può accontentarsi di recitare un ruolo di secondo piano. Anche se sognare un altro titolo iridato può apparire strano per chi non pensava, dopo l’addio del 2006, ad un ritorno in pista. “Dopo il mio ritiro ero felice, mi sentivo rilassato. Mi sentivo quasi liberato e mi godevo quella sensazione perché gli ultimi 2 anni nel circus sono stati molto dispendiosi per me. Non si trattava delle corse, che adoravo. Si trattava di tutto ciò che era legato ad una vita costantemente sotto i riflettori. Mi ha fatto molto bene rimanere tranquillo per 3 anni. E’ come se le mie batterie si fossero ricaricate. Ho recuperato tutta la mia energia. Mi rendo conto di quanto io sia motivato  –  conclude il 41enne di Kerpen -perché non vedo l’ora di cominciare a gareggiare”.

MOTORI: La richiesta di Schumi “Il n. 3 per vincere”ultima modifica: 2010-01-20T20:00:00+01:00da betamat
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